<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">
  <title>Openinnovation</title>
  <link rel="self" href="https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77" />
  <subtitle>Openinnovation</subtitle>
  <id>https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77</id>
  <updated>2026-04-29T13:31:56Z</updated>
  <dc:date>2026-04-29T13:31:56Z</dc:date>
  <entry>
    <title>I 3 errori più comuni nella digitalizzazione di una fabbrica</title>
    <link rel="alternate" href="https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77&amp;entryId=123159" />
    <author>
      <name>Openinnovation srl</name>
    </author>
    <id>https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77&amp;entryId=123159</id>
    <updated>2025-06-23T16:07:35Z</updated>
    <published>2025-06-23T15:42:00Z</published>
    <summary type="html">&lt;p&gt;Negli ultimi anni, la digitalizzazione è diventata una parola
  d’ordine in molti settori, soprattutto nel manufacturing e nella moda,
  dove la pressione competitiva è altissima e il tempo per reagire ai
  cambiamenti si riduce sempre di più.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma se c’è una cosa che abbiamo imparato lavorando fianco a fianco con
  aziende di ogni dimensione, è che &lt;strong&gt;digitalizzare una fabbrica
    non è (solo) una questione tecnologica&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eppure, molti progetti partono col piede sbagliato. Per questo
  vogliamo condividere qui i &lt;strong&gt;3 errori più frequenti che vediamo
    quando un’azienda decide di “digitalizzarsi”&lt;/strong&gt; – e cosa serve
  davvero per ottenere un cambiamento concreto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;1. &lt;strong&gt;Pensare che basti “installare un software”&lt;/strong&gt;
&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Il primo grande equivoco è pensare che digitalizzare significhi
  semplicemente &lt;strong&gt;acquistare un nuovo software&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La realtà è molto diversa.&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
  &lt;li&gt;Un software è uno &lt;strong&gt;strumento&lt;/strong&gt;, non una soluzione.&lt;/li&gt;
  &lt;li&gt;Se viene inserito in un contesto disorganizzato, poco integrato o
    non allineato, rischia di peggiorare le cose.&lt;/li&gt;
  &lt;li&gt;Se i processi non sono stati analizzati e ripensati, il software
    sarà solo un “vestito nuovo su un vecchio problema”.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;In altre parole: &lt;strong&gt;la tecnologia va progettata attorno alle
    persone e ai processi&lt;/strong&gt;, non il contrario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel nostro lavoro partiamo sempre con una fase di analisi:
    &lt;strong&gt;ascoltiamo chi lavora ogni giorno sul campo&lt;/strong&gt;,
  capiamo i veri colli di bottiglia, osserviamo i flussi informativi.
  Solo dopo costruiamo o adattiamo le soluzioni digitali più adatte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;2. &lt;strong&gt;Ignorare l’integrazione tra reparti e sistemi&lt;/strong&gt;
&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Molte aziende hanno già diversi strumenti digitali… ma &lt;strong&gt;non
    comunicano tra loro&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
  &lt;li&gt;Il reparto tecnico lavora su un gestionale,&lt;/li&gt;
  &lt;li&gt;la produzione su un foglio Excel,&lt;/li&gt;
  &lt;li&gt;la logistica ha un’app separata,&lt;/li&gt;
  &lt;li&gt;la direzione commerciale ha i dati “a voce” o su WhatsApp.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Questo genera &lt;strong&gt;confusione, ritardi, doppio lavoro, perdita di dati&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il risultato? Nessuno ha &lt;strong&gt;una visione chiara e in tempo
  reale&lt;/strong&gt; della produzione. E spesso le decisioni si basano su
  informazioni parziali o obsolete.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un progetto serio di digitalizzazione deve &lt;strong&gt;mettere al centro
  l’integrazione&lt;/strong&gt;: serve una &lt;strong&gt;rete di sistemi che si
  parlano&lt;/strong&gt;, che condividono informazioni, che automatizzano il
  passaggio di dati da un reparto all’altro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Noi lo facciamo spesso costruendo &lt;strong&gt;soluzioni che permettono ai
    sistemi esistenti di interagire – senza buttare via quello che già funziona.&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;3. &lt;strong&gt;Non coinvolgere le persone&lt;/strong&gt;
&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Forse il più sottovalutato di tutti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Spesso ci si concentra sulla parte tecnologica del progetto,
  dimenticando che &lt;strong&gt;la vera trasformazione è umana&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
  &lt;li&gt;Se le persone che dovranno usare il nuovo sistema &lt;strong&gt;non
      vengono coinvolte fin dall’inizio&lt;/strong&gt;, lo vivranno come un’imposizione.&lt;/li&gt;
  &lt;li&gt;Se non capiscono &lt;strong&gt;perché&lt;/strong&gt; si fa il cambiamento, &lt;strong&gt;resisteranno&lt;/strong&gt;.&lt;/li&gt;
  &lt;li&gt;Se non ricevono &lt;strong&gt;formazione e supporto continuo&lt;/strong&gt;,
    torneranno ai vecchi metodi – e il progetto fallirà in silenzio.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Nella nostra esperienza, &lt;strong&gt;un progetto di digitalizzazione ha
    successo quando chi lavora, che sia in fabbrica o negli uffici,
    sente di essere parte attiva del processo&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per questo curiamo molto la comunicazione interna, organizziamo
  momenti di confronto operativo e &lt;strong&gt;formiamo ogni figura
    coinvolta, con linguaggio e strumenti adatti al suo ruolo&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Cosa funziona davvero&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Ecco cosa abbiamo imparato funzionare davvero, nei progetti che danno
  risultati concreti:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
  &lt;li&gt;
    &lt;strong&gt;Analisi reale dei processi&lt;/strong&gt;, non solo sulla carta&lt;/li&gt;
  &lt;li&gt;
    &lt;strong&gt;Obiettivi chiari&lt;/strong&gt;, misurabili e condivisi&lt;/li&gt;
  &lt;li&gt;
    &lt;strong&gt;Modularità&lt;/strong&gt;: iniziare da un ambito, testare, poi scalare&lt;/li&gt;
  &lt;li&gt;
    &lt;strong&gt;Integrazione tra sistemi&lt;/strong&gt;, dati e reparti&lt;/li&gt;
  &lt;li&gt;
    &lt;strong&gt;Formazione, ascolto e coinvolgimento delle persone&lt;/strong&gt;
  &lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;In conclusione&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;La digitalizzazione non è un progetto “IT”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È un cambiamento culturale, strategico e operativo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Serve visione, ma anche concretezza. Serve tecnologia, ma ancora di
  più &lt;strong&gt;metodo, esperienza e ascolto&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È questo il nostro approccio in Openinnovation: aiutare le aziende a
  trasformarsi partendo dalla realtà quotidiana, per arrivare a
  risultati tangibili e duraturi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se stai affrontando un cambiamento o vuoi capire da dove partire,
    &lt;strong&gt;scrivici per una call conoscitiva&lt;/strong&gt;.&lt;br&gt; Senza
  impegno, ma con valore concreto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&#x1f4e9; &lt;a&gt;info@openinnovation.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Openinnovation srl</dc:creator>
    <dc:date>2025-06-23T15:42:00Z</dc:date>
  </entry>
  <entry>
    <title>Trasformare i dati in informazioni di valore</title>
    <link rel="alternate" href="https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77&amp;entryId=63101" />
    <author>
      <name>Openinnovation srl</name>
    </author>
    <id>https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77&amp;entryId=63101</id>
    <updated>2024-01-18T10:11:18Z</updated>
    <published>2024-01-18T09:30:00Z</published>
    <summary type="html">&lt;p&gt;Il settore manifatturiero si è evoluto notevolmente negli ultimi anni, e uno dei principali insegnamenti è che &lt;b&gt;possedere una vasta quantità di dati non garantisce automaticamente informazioni utili&lt;/b&gt;. Molti produttori affrontano la &lt;b&gt;DRIP &lt;/b&gt;&lt;b&gt;syndrome&lt;/b&gt;, ovvero essere ricchi di dati ma poveri di informazioni significative &lt;b&gt;(Data Rich Information Poor)&lt;/b&gt;. Fortunatamente, l'innovazione nel campo dello sviluppo software offre soluzioni avanzate per aiutare le aziende a sfruttare appieno il potenziale dei loro dati.&lt;/p&gt;&lt;h2&gt; &lt;/h2&gt;&lt;h2&gt;Come liberare il potenziale informativo dai dati&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Affrontare il DRIP richiede un &lt;b&gt;approccio integrato&lt;/b&gt; mirato per &lt;b&gt;garantire che i dati operativi non siano solo abbondanti ma anche significativi&lt;/b&gt;. In quest’ottica la chiave risiede nella loro contestualizzazione e integrazione a partire dalla fonte.&lt;/p&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h3&gt;Raccogliere dati contestualizzati&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;Questa pratica si basa su un concetto fondamentale: registrare i dati insieme alle informazioni importanti non appena vengono creati. &lt;b&gt;Invece di cercare di unire i dati da diverse fonti dopo, otteniamo il massimo valore quando registriamo i dati insieme al contesto &lt;/b&gt;&lt;b&gt;fin&lt;/b&gt;&lt;b&gt; dal principio&lt;/b&gt;. Ad esempio, i dati da macchinari possono includere informazioni come l'ID della macchina, lo stato operativo e quando sono stati generati. Unendo questi dati con altre informazioni, come ordini di lavoro o la pianificazione da un MES, otteniamo una visione più completa e dettagliata delle operazioni.&lt;/p&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h3&gt;Coinvolgimento digitale degli operatori&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;La trasformazione digitale non si limita solo all'automazione dei processi; coinvolge anche gli operatori che lavorano direttamente sul campo. La registrazione manuale dei dati era soggetta a errori umani, ma con strumenti digitali questa fase può essere automatizzata. Inoltre, gli operatori, con la loro conoscenza approfondita del processo produttivo, possono fornire informazioni in tempo reale. &lt;b&gt;Questa pratica non solo elimina errori, ma apre nuove prospettive sulle operazioni arricchendo i dati con l'esperienza diretta degli operatori&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h3&gt;Abbandonare un approccio statico al dato&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;Superare l'approccio basato su documenti statici è un passo fondamentale. La “mentalità del documento” spesso si traduce in processi manuali per l'input e l'analisi dei dati, con la creazione di report in formato fisso come PDF o documenti cartacei. &lt;b&gt;Questi documenti statici e spesso obsoleti in un ambiente di produzione veloce, richiedono tempo e sono suscettibili a errori umani&lt;/b&gt;. Un cambiamento cruciale consiste nell'abbandonare questa mentalità e &lt;b&gt;adottare un approccio più dinamico&lt;/b&gt;, dove i &lt;b&gt;dati sono accessibili in tempo reale&lt;/b&gt;, consentendo &lt;b&gt;decisioni tempestive e informate&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;h2&gt; &lt;/h2&gt;&lt;h2&gt;Soluzioni Software innovative&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Lo sviluppo di software innovativo per il settore manifatturiero sta giocando un ruolo cruciale nella risoluzione del problema del DRIP. Per esempio la nostra piattaforma &lt;b&gt;Openfactory&lt;/b&gt;, con i moduli &lt;a target="_blank" href="https://www.openinnovation.it/Andon"&gt;&lt;b&gt;Andon&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; e &lt;a target="_blank" href="https://www.openinnovation.it/web/guest/interactive-digital-signage"&gt;&lt;b&gt;Interactive Digital Signage&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, tra le funzionalità include:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Visualizzazione dei &lt;/b&gt;&lt;b&gt;d&lt;/b&gt;&lt;b&gt;ati &lt;/b&gt;&lt;b&gt;i&lt;/b&gt;&lt;b&gt;ntuitiva&lt;/b&gt;: strumenti che offrono dashboard intuitive e personalizzabili, consentendo agli utenti di comprendere rapidamente le tendenze e le metriche chiave senza dover analizzare manualmente dati complessi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Integrazione dei &lt;/b&gt;&lt;b&gt;s&lt;/b&gt;&lt;b&gt;istemi&lt;/b&gt;: soluzioni sempre più interoperabili che permettono un'interfaccia fluida tra diversi sistemi, facilitando la raccolta dati completa e offrendo una visione unificata delle operazioni aziendali.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Automazione dei &lt;/b&gt;&lt;b&gt;p&lt;/b&gt;&lt;b&gt;rocessi&lt;/b&gt;: soluzione software avanzate possono automatizzare task ripetitivi, consentendo alle persone di concentrarsi su compiti più complessi che richiedono intuizione e creatività.&lt;/p&gt;&lt;h2&gt; &lt;/h2&gt;&lt;h2&gt;Vantaggi&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;L'adozione di soluzioni software per affrontare il DRIP comporta numerosi vantaggi:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Aumento dell'&lt;/b&gt;&lt;b&gt;e&lt;/b&gt;&lt;b&gt;fficienza &lt;/b&gt;&lt;b&gt;o&lt;/b&gt;&lt;b&gt;perativa&lt;/b&gt;: identificare e risolvere i problemi in tempo reale migliora l'efficienza complessiva dei processi produttivi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Riduzione dei &lt;/b&gt;&lt;b&gt;c&lt;/b&gt;&lt;b&gt;osti&lt;/b&gt;: la prevenzione dei guasti e l'ottimizzazione dei processi riducono i costi operativi a lungo termine.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Miglioramento della &lt;/b&gt;&lt;b&gt;q&lt;/b&gt;&lt;b&gt;ualità&lt;/b&gt;: monitorare costantemente i dati consente un controllo più rigoroso sulla qualità del prodotto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Agilità &lt;/b&gt;&lt;b&gt;d&lt;/b&gt;&lt;b&gt;ecisionale&lt;/b&gt;: l’accesso rapido a informazioni chiave consente decisioni più tempestive e informate.&lt;/p&gt;&lt;h2&gt; &lt;/h2&gt;&lt;h2&gt;Conclusioni&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Integrare soluzioni software avanzate e adottare migliori pratiche è essenziale per affrontare con successo il DRIP nel settore manifatturiero. Questo approccio non solo migliora in modo incrementale le operazioni, ma è determinante per mantenere un vantaggio competitivo nel panorama manifatturiero. Il futuro dell'industria dipende dalla trasformazione digitale, dove i dati diventano un asset insostituibile per il miglioramento continuo e l'innovazione.&lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Openinnovation srl</dc:creator>
    <dc:date>2024-01-18T09:30:00Z</dc:date>
  </entry>
  <entry>
    <title>Digitalizzazione orientata alla persone: preservare l’artigianalità nella transizione digitale</title>
    <link rel="alternate" href="https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77&amp;entryId=59977" />
    <author>
      <name>Openinnovation srl</name>
    </author>
    <id>https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77&amp;entryId=59977</id>
    <updated>2023-08-04T13:04:30Z</updated>
    <published>2023-08-04T12:47:00Z</published>
    <summary type="html">&lt;p&gt;Nella produzione dei beni di alta gamma, l'automazione totale del processo presenta dei limiti: questi beni richiedono un alto livello di artigianalità e l'applicazione di sapere specializzato per garantire la qualità e l'eccellenza.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Perciò&amp;nbsp;è necessario adottare un &lt;strong&gt;approccio alla digitalizzazione che valorizzi il lavoro umano&lt;/strong&gt; e il sapere artigianale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;h2&gt;La necessità della digitalizzazione&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Per soddisfare le crescenti richieste dei consumatori, le aziende del luxury sono impegnate ad aumentare la capacità produttiva mantenendo al contempo l'alto livello di qualità dei prodotti che ci si aspetta da loro.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Date queste condizioni, è ancora più importante avere una visibilità della produzione in tempo reale e informazioni basate sui dati che si possono sfruttare per prendere decisioni informate su come affrontare i problemi più critici, come ad esempio qualità e tracciabilità.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Come conciliare la modernizzazione dei processi senza perdere l’artigianalità?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La chiave sta in un approccio alla &lt;b&gt;digitalizzazione uman&lt;/b&gt;&lt;b&gt;o&lt;/b&gt;&lt;b&gt;-centric&lt;/b&gt;&lt;b&gt;a&lt;/b&gt; dove il lavoro umano, caratterizzato dalla flessibilità e da conoscenze specializzate trasmesse nel corso di decenni, viene supportato dai sistemi informatici che aiutano gli operatori nel loro lavoro e al contempo migliorano la visibilità della produzione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Questo approccio consente di &lt;b&gt;abbandonare i vecchi sistemi cartacei&lt;/b&gt; e monitorare gli aspetti della produzione, dalla produttività ai problemi relativi ai materiali, fino alla formazione, consentendo di ottimizzare i flussi di lavoro.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;h2&gt;Digitalizzare ciò che serve&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Tenendo presente che la digitalizzazione deve essere al servizio delle persone, è importante &lt;b&gt;digitalizzare solo ciò che è importante per semplificare il lavoro&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Al contrario, introdurre cambiamenti in ogni singolo processo senza un'analisi attenta sulla loro reale utilità rischia di creare un fattore di disturbo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Alla luce di queste considerazioni, la progettazione dell’infrastruttura tecnologica deve tenere conto del &lt;strong&gt;coinvolgimento degli operatori nel loro lavoro&lt;/strong&gt;: quali processi devono svolgere? Quali flussi digitali introdurre per facilitare i loro compiti? Si possono automatizzare le attività non a valore ma necessarie?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Di seguito alcuni casi d’uso, ma se ne potrebbero aggiungere altri a seconda del contesto produttivo specifico:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;checklist digitali&lt;/strong&gt;: rappresentano uno strumento efficace per garantire la qualità in attività ripetitive, per aiutare gli operatori nell’esecuzione di procedure operative e per raccogliere dati in tempo reale dai processi di lavoro manuali utili a misurare il miglioramento continuo;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;istruzioni di lavoro digitali&lt;/strong&gt;: offrono una guida visuale per aiutare gli operatori a svolgere compiti quotidiani e processi complessi in modo più efficiente;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;tempi e metodi&lt;/strong&gt;: timer digitali per dare visibilità agli operatori di attività elementari e tempi previsti, in modo da aiutarli a gestire al meglio i processi produttivi minimizzando gli sprechi.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel corso degli anni abbiamo accumulato esperienza supportando nella trasformazione digitale&amp;nbsp;i nostri clienti operanti nel mondo dell’alta moda, e ancora continuiamo a farlo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se sei pronto per affrontare la sfida della transizione digitale senza sacrificare l'artigianalità, contattaci a info@openinnovation.it. Siamo pronti ad aiutarti a mettere al centro le persone e a preservare l'eccellenza artigianale nella tua azienda.&lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Openinnovation srl</dc:creator>
    <dc:date>2023-08-04T12:47:00Z</dc:date>
  </entry>
  <entry>
    <title>Raccogliere dati e standardizzare i processi con le Digital Checklist</title>
    <link rel="alternate" href="https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77&amp;entryId=55010" />
    <author>
      <name>Openinnovation srl</name>
    </author>
    <id>https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77&amp;entryId=55010</id>
    <updated>2023-02-22T15:28:58Z</updated>
    <published>2023-02-22T15:08:00Z</published>
    <summary type="html">&lt;p&gt;Aumentare la qualità, ottimizzare i processi, eliminare gli sprechi: il miglioramento continuo non si può realizzare senza raccogliere dati. La digitalizzazione ha offerto l’opportunità di implementare processi di raccolta dati efficienti, permettendo di collezionare dati da mezzi e macchinari. Altrettanto importante è &lt;strong&gt;raccogliere dati dai processi di lavoro manuali&lt;/strong&gt; svolti dagli operatori: per questo diventa necessario abbandonare la raccolta su supporti cartacei ed implementare &lt;strong&gt;flussi di lavoro digitali&lt;/strong&gt;, attraverso &lt;strong&gt;checklist digitali&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il vantaggio delle &lt;strong&gt;Digital Checklist&lt;/strong&gt; è che sono versatili, hanno una curva di apprendimento bassa per la loro semplicità di utilizzo, sono di facile introduzione in fabbrica visto che si possono consultare su dispositivi mobili (smarphone o tablet).&lt;/p&gt;&lt;h2&gt; &lt;/h2&gt;&lt;h2&gt;Quali sono gli ambiti applicativi delle Digital Checklist?&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Una Digital Checklist rende i processi complessi trasparenti per tutti. Le aree di applicazione delle Digital Checklist sono molteplici. Di seguito alcuni esempi, ma se ne potrebbero aggiungere altri a seconda del contesto produttivo specifico:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Workflow standard&lt;/strong&gt;: per stabilire procedure operative standard e garantire l’esecuzione dei lavori di routine (per es. il controllo delle apparecchiature, le impostazioni&amp;nbsp;dei macchinari…)&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Controllo qualità&lt;/strong&gt;: per rilevare problemi in tempo reale e attivare un’azione immediata&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Protocolli di ispezione&lt;/strong&gt;: per garantire ispezioni standardizzate e raccogliere i risultati per la tracciabilità&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Checklist di controllo per la sicurezza&lt;/strong&gt;: per eseguire controlli, ispezioni, piani sanitari&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Protocolli di manutenzione&lt;/strong&gt;: per stabilire standard per lavori di manutenzione e raccogliere dati per analisi successive&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;h2&gt; &lt;/h2&gt;&lt;h2&gt;Quali sono i benefici di una Digital Checklist?&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Rispetto ad una checklist su supporto cartaceo, una Digital Checklist offre diversi vantaggi:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;raccolta dati in tempo reale&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;raccolta dati collaborativa&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;superamento delle barriere&lt;/strong&gt; tra team, reparti, siti, stabilimenti&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;dati completi e corretti&lt;/strong&gt; grazie a controlli di coerenza automatici&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;checklist sempre aggiornate&lt;/strong&gt;: gli aggiornamenti automatici assicurano che gli operatori utilizzino sempre la versione più recente&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;utilizzo facile su dispositivi mobili&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;risparmio di tempo&lt;/strong&gt;: gli operatori dotati di dispositivi mobili possono ridurre notevolmente i tempi di compilazione di moduli e checklist&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;azioni correttive immediate&lt;/strong&gt;: tramite una Digital Checklist è possibile implementare notifiche automatiche in base a determinati chekpoint&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;Una &lt;strong&gt;Digital Checklist&lt;/strong&gt; consente inoltre di digitalizzare processi &lt;strong&gt;aggregando informazioni provenienti da diversi sistemi aziendali&lt;/strong&gt; ed esporli in modo profilato agli operatori, che possono interagire con essi tramite un’unica interfaccia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La nostra soluzione di &lt;a target="_blank" href="https://www.openinnovation.it/interactive-digital-signage"&gt;Interactive Digital Signage&lt;/a&gt; è un &lt;strong&gt;digital support system&lt;/strong&gt; che aiuta l’azienda nella sua transizione verso la &lt;strong&gt;paperless-factory&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a target="_blank" href="https://www.openinnovation.it/interactive-digital-signage"&gt;Interactive Digital Signage&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;mette al centro gli operatori&lt;/strong&gt; e si concentra sull’&lt;strong&gt;organizzazione flessibile del lavoro umano&lt;/strong&gt;, collegando gli operatori tra loro, ma anche con i macchinari, i materiali, i sistemi IT aziendali.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se vuoi maggiori informazioni, scrivici a info@openinnovation.it. Metteremo la nostra esperienza al tuo servizio.&lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Openinnovation srl</dc:creator>
    <dc:date>2023-02-22T15:08:00Z</dc:date>
  </entry>
  <entry>
    <title>Green, Lean, Digital</title>
    <link rel="alternate" href="https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77&amp;entryId=54384" />
    <author>
      <name>Openinnovation srl</name>
    </author>
    <id>https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77&amp;entryId=54384</id>
    <updated>2023-01-11T15:37:01Z</updated>
    <published>2023-01-11T15:23:00Z</published>
    <summary type="html">&lt;p&gt;Secondo il report della IEA &lt;i&gt;Key World Energy Statistics 2020&lt;/i&gt;, il &lt;strong&gt;settore manufatturiero consuma il 23% dell’energia globale&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Considerando da un lato l’aumento dei costi energetici dovuto all’attuale contesto socio-economico, e dall’altro lato gli obiettivi di sostenibilità fissati dalle Nazioni Unite (UN Sustainable Development Goal 13) ed Unione Europea, è evidente come per tutte le aziende manifatturiere sia diventata una priorità l’adozione di una &lt;strong&gt;strategia sostenibile volta a ridurre consumi e sprechi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se si guarda al Green Deal europeo, si può notare come questo includa iniziative chiave che accelereranno la &lt;strong&gt;doppia transizione verde e digitale&lt;/strong&gt;, marcando una correlazione tra &lt;strong&gt;sostenibiltà e digitalizzazione&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Infatti la digitalizzazione e le tecnologie connesse all’industria 4.0 possono fornire la piattaforma tecnologica per consentire la circolarità e la transizione verso un sistema di produzione più sostenibile, grazie alla possibilità di raccoglie, analizzare e utilizzare i&amp;nbsp;dati in tempo reale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Connettere tra loro operatori, macchinari, sistemi IT tramite flussi di lavoro digitali, accelera il processo decisionale e agevola processi di produzione più snelli e con minori sprechi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per esempio è possibile:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;sostituire parti di macchinari in base ai dati sul loro utilizzo&lt;/li&gt;&lt;li&gt;ridurre il consumo di energia coordinando meglio i&amp;nbsp;flussi di lavoro&lt;/li&gt;&lt;li&gt;facilitare il controllo qualità durante il processo di produzione in modo da ridurre gli sprechi&lt;/li&gt;&lt;li&gt;monitorare i&amp;nbsp;consumi&lt;/li&gt;&lt;li&gt;acquisire nuove informazioni attraverso i&amp;nbsp;dati in tempo reale per identificare i&amp;nbsp;colli di bottiglia e ottimizzare i&amp;nbsp;processi&lt;/li&gt;&lt;li&gt;agevolare la comunicazione e la trasparenza, creando una cultura della consapevolezza per un cambiamento sostenibile.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una sempre crescente complessità del business e dei processi produttivi; le aziende sono chiamate a ridurre l’impatto ambientale della produzione per rimanere competitive nel lungo periodo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Processi e produzione efficienti ed allo stesso tempo rispettosi del clima funzionano solo con le tecnologie digitali. Gli esempi sopra rappresentano potenziali punti di partenza per la creazione di fabbriche sostenibili. Naturalmente le aziende devono essere in grado di &lt;strong&gt;bilanciare obiettivi green ed economici&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Combinando &lt;strong&gt;green, lean e tecnologie digitali&lt;/strong&gt;, è possible generare &lt;strong&gt;vantaggi sostenibili&lt;/strong&gt;:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;riduzione dell’impatto ambientale&lt;/strong&gt;: ridurre gli scarti, aumentare il tasso di efficienza ed accorciare i&amp;nbsp;tempi di consegna, consente di creare processi con minori emissioni di CO2&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;benefit economici&lt;/strong&gt;: la riduzione degli incidenti di qualità, un utilizzo ottimizzato dei macchinari e una maggiore produttività, permettono di essere più competitivi e incrementare i&amp;nbsp;profitti&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;maggiore soddisfazione dei dipendenti&lt;/strong&gt;: la digitalizzazione in fabbrica consente di creare processi più flessibili che si adattano alle esigenze degli operatori; inoltre aumenta il loro coinvolgimento e ne facilita la crescita personale con il miglioramento delle competenze e la formazione continua sul posto di lavoro.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quanto sono sostenibili i&amp;nbsp;processi nella tua azienda? Possiamo aiutarti ad analizzarli e digitalizzarli, scrivici a info@openinnovation.it. Metteremo la nostra esperienza al tuo servizio.&lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Openinnovation srl</dc:creator>
    <dc:date>2023-01-11T15:23:00Z</dc:date>
  </entry>
  <entry>
    <title>Agile: facciamo le pulizie di primavera</title>
    <link rel="alternate" href="https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77&amp;entryId=50052" />
    <author>
      <name>Openinnovation srl</name>
    </author>
    <id>https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77&amp;entryId=50052</id>
    <updated>2022-04-11T14:50:39Z</updated>
    <published>2022-04-11T14:27:00Z</published>
    <summary type="html">&lt;p&gt;Un aggiornamento nelle proprie pratiche Agili può avere senso per diverse circostanze: per esempio la composizione del team è cambiata con l’arrivo di nuove persone. Oppure a cambiare è stata la direzione del progetto/prodotto. O ancora ci si può rendere conto che nessuno ha davvero sotto controllo il backlog arretrato. Tutti questi sono indicatori del fatto che può essere utile fare le “pulizie di primavera”. Ma da dove cominciare? Ecco alcuni suggerimenti.&lt;/p&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h2&gt;#1: Identificare gli obiettivi&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Per prima cosa è importante identificare le aree sulle quali concentrarsi. Questa attività aiuta ad indirizzare le azioni giuste per soddisfare gli obiettivi aziendali.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Le aree chiave su cui concentrarsi sono &lt;b&gt;le persone, i processi e le tecnologie&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Persone&lt;/b&gt;: il team ha la giusta mentalità e le giuste competenze per supportare i clienti?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Processi&lt;/b&gt;: il processo in uso è efficace? Capiamo il “perché” che sta dietro al processo o semplicemente ci facciamo trasportare dalla corrente?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Tecnologie&lt;/b&gt;: abbiamo gli strumenti giusti per supportare i nostri obiettivi e quelli dei nostri clienti? Usiamo gli strumenti in modo efficace?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se rispondendo alle domande sopra si identificano delle mancanze, si può creare un piano di miglioramento da attuare.&lt;/p&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h2&gt;#2: Team reset&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Un ottimo esercizio è quello di cercare di osservare il team da un punto di vista esterno per assicurarsi che la squadra stia procedendo nella giusta direzione al fine di soddisfare gli obiettivi aziendali. Qualche suggerimento:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Check-up del team&lt;/b&gt;: chiedere al team di valutare se stesso e identificare le aree su cui vorrebbe concentrare azioni di miglioramento.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Rivedere le regole del team&lt;/b&gt;: per assicurarsi che i componenti del team siano allineati, chiedere al team di rivedere le regole precedentemente definite nel &lt;i&gt;working agreement&lt;/i&gt;, o addirittura di ripartire da zero.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Rivedere &lt;/b&gt;&lt;b&gt;i&lt;/b&gt;&lt;b&gt; 12 principi dell’Agile&lt;/b&gt;: assicurarsi che il team interiorizzi questi principi migliorerà la comprensione della metodologia e di conseguenza il processo.&lt;/p&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h2&gt;#3: Fare pulizia nel backlog&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Alzi la mano chi in casa o in ufficio non ha “il cassetto del casino”. Cos’è? E’ quel posto dove si mettono le cose di cui non abbiamo bisogno in questo momento ma che (crediamo) potranno venirci utili in futuro. Nel tempo si accumulano così tante cose che a un certo punto non sappiamo più che cosa ci sia dentro e se anche ci fosse qualcosa che può effettivamente servirci, faremmo molta fatica a trovarlo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;div style="width:100%;height:0;padding-bottom:75%;position:relative;"&gt;&lt;iframe src="https://giphy.com/embed/108KUzjTMEp2gw" width="100%" height="100%" style="position:absolute" frameBorder="0" class="giphy-embed" allowFullScreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="https://giphy.com/gifs/star-trek-mess-tribbles-108KUzjTMEp2gw"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Una delle cose belle dell’Agile è la flessibilità nel cambiare le priorità. Sfortunatamente ci possono essere effetti collaterali: per esempio se un team lavora a piena capacità su storie che cambiano spesso di priorità, il backlog rischia di diventare un buco nero. Può contenere vecchi requisiti, issue relative a debito tecnico ormai dimenticate, bug a bassa priorità rimasti nel backlog.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Da dove cominciare per fare pulizia? Il modo migliore è eseguire un rapido triage ed eliminare le cose che non sono più necessarie. Per esempio errori e duplicati si possono eliminare subito, così come vecchi requisiti ormai diventati obsoleti. Dopodiché si possono raggruppare le storie simili e riassegnare una priorità. Fare ordine nel backlog è anche un’opportunità per organizzare il debito tecnico ed impostare un piano per ridurne un po’ ad ogni sprint.&lt;/p&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h2&gt;#4: Trovare il ritmo giusto&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Per migliorare il processo, invece che cercare di sistemare tutto in una sola volta è meglio applicare un approccio incrementale di miglioramento continuo: è quello che nella Lean si chiama Kaizen ed è essenzialmente il ciclo di pianificazione, esecuzione, studio e adozione di miglioramenti incrementali nel tempo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il team può identificare opportunità di miglioramento nell’ambito del check-up, o anche durante le retrospettive. Non è necessario apportare tutte le modifiche in una volta sola: per cominciare se ne possono scegliere una o due, applicarle e valutare l’impatto sul team.&lt;/p&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h2&gt;#5: Espandere i successi&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Quando si fanno le pulizie di primavera non solo si decide quali cose eliminare, ma anche quali tenere. Per questo bisogna assicurarsi che il team identifichi le cose che lo rendono di successo, tanto quanto riconosce i propri punti deboli. Questo esercizio può aiutare il team ad avere più consapevolezza, a crescere e raggiungere risultati migliori.&lt;/p&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h2&gt;Le pulizie di primavera fanno bene al team&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Riordinare le pratiche Agili adottate all’interno dell’azienda offre l’opportunità di rinnovare la concentrazione, la passione e l’impegno del team. Quindi comincia con le pulizie!&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In ogni team c’è sempre spazio a miglioramenti. Saremo lieti di rivedere insieme a te i tuoi attuali approcci in una sessione strategica con un nostro consulente di technical leadership; scrivici a info@openinnovation.it&lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Openinnovation srl</dc:creator>
    <dc:date>2022-04-11T14:27:00Z</dc:date>
  </entry>
  <entry>
    <title>MVP, Proof of Concept, Prototype: quali sono le differenze?</title>
    <link rel="alternate" href="https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77&amp;entryId=49613" />
    <author>
      <name>Openinnovation srl</name>
    </author>
    <id>https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77&amp;entryId=49613</id>
    <updated>2022-03-09T16:07:54Z</updated>
    <published>2022-03-09T15:47:00Z</published>
    <summary type="html">&lt;p&gt;Alcune persone confondono l’MVP con il prototipo, altre pensano che qualcosa di “nuovo e non maturo” equivalga ad una applicazione MVP. In questo articolo cercheremo di fare un po’ di chiarezza.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;h2&gt;Validare i presupposti&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Perché quando ci occupiamo di &lt;strong&gt;sviluppare un nuovo prodotto&lt;/strong&gt; abbiamo bisogno di validare i presupposti?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Secondo Clayton Christen, professore alla Harvard Business School, il 95% dei nuovi prodotti che vengono lanciati ogni anno sul mercato falliscono. Raramente è dovuto ad una mancanza di competenze o di perseveranza; neanche la fortuna gioca un ruolo determinante.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La causa va piuttosto cercata nel prodotto stesso, per uno dei seguenti motivi:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;non c’è necessità del prodotto&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;la necessità è scomparsa prima che il prodotto entrasse nel mercato&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;i tempi e i costi di implementazione del prodotto hanno superato le ipotesi iniziali&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;anche se le esigenze di mercato sono state soddisfatte, non lo sono state le aspettative dei clienti&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;I presupposti e le ipotesi sono necessari per sviluppare un nuovo prodotto, ma allo stesso tempo possono esserne il principale killer.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Partiamo presupponendo di cosa hanno bisogno i nostri clienti, quanto tempo ci vorrà per implementare il prodotto, quanto costerà, quale ROI ci dovremmo aspettare… E &lt;strong&gt;quando le ipotesi si rivelano sbagliate, l’intero prodotto è a rischio&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per questa ragione dobbiamo &lt;strong&gt;identificare i presupposti&lt;/strong&gt; che facciamo e &lt;strong&gt;verificarli costantemente&lt;/strong&gt;, sia all’inizio di un nuovo progetto che durante il suo svolgimento.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Tre strumenti che ci aiutano a verificare le ipotesi e raccogliere feedback sono il &lt;strong&gt;Proof of Concept (PoC), il Prototipo e l’MVP&lt;/strong&gt;. Alcune persone li confondono, pernsando che siano sinonimi della stessa cosa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Vediamo di seguito cosa sono e a cosa servono.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;h2&gt;Proof of Concept (PoC)&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Obiettivo&lt;/b&gt;: validare se l’idea è tecnicamente fattibile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lo scopo principale di un PoC è quello di &lt;strong&gt;verificare se l’idea è tecnicamente fattibile&lt;/strong&gt; e vale la pena proseguire da un punto di vista tecnico.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non si tratta quindi di scoprire quello che gli utenti vogliono, ma di valutare la realizzabilità del progetto e prendere le misure sui tempi/costi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Di solito un Proof of Concept non viene condiviso con gli utenti finali, ma è usato internamente.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Peculiarità principali di un PoC&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;riduce il rischio di impegnarsi in un progetto irrealizzabile&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;consente una migliore pianificazione di prototipi / MVP&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;per uso interno, può essere condiviso con gli investitori&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;basso costo&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;non testa l’esperienza degli utenti&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;aiuta a stimare i costi di implementazione&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;ha una breve durata&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h2&gt;Prototipo&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Obiettivo&lt;/b&gt;: raccogliere feedback in anticipo ad un costo minimo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lo scopo del Prototipo è quello di &lt;strong&gt;mostrare come apparirà il prodotto&lt;/strong&gt; dopo lo sviluppo; se il PoC si concentra maggiormente sulla parte “nascosta”, il Prototipo si orienta verso la parte di UX/UI.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’intento è costruire un modello semplice e sperimentale dell’idea con un budget limitato, per testarla e convalidarla prima di investire nel prodotto reale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il prototipo può essere realizzato con diversi mezzi: wireframe su carta, demo digitale, presentazione Power Point che imita l’applicazione… L’importante è riuscire ad ottenere un feedback il più presto possibile, in modo da massimizzare le possibilità di successo del prodotto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Peculiarità principali di un Prototipo&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;ha breve durata&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;si focalizza sull’idea generale e sulle parti UX/UI&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;si può prototipare l’intero prodotto o solo una parte&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;consente di raccogliere feedback in anticipo&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;basso costo&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;riduce il rischio di creare prodotti non richiesti dal mercato&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h2&gt;Minimun Viable Product (MVP)&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Obiettivo&lt;/b&gt;: lanciare un prodotto sul mercato il più presto ed economicamente possibile, convalidare le ipotesi, raccogliere il feedback degli utenti e ripetere il processo.&lt;/p&gt;&lt;div class="portlet-msg-info"&gt;MVP is the version of a new product which allows a team to collect the maximum amount of validated learning about customers with the least effort. — Eric Ries, The Lean Startup&lt;/div&gt;&lt;p&gt;Un’applicazione MVP è una versione del prodotto che sarà disponibile sul mercato e con cui gli utenti reali possono interagire.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’idea di base è quella di includere il minor numero possibile di funzionalità offrendo al contempo una proposta di valore per gli utenti finali, in modo da soddisfare il maggior numero possibile di esigenze di mercato.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’&lt;strong&gt;MVP si basa su uno sviluppo incrementale di prodotto&lt;/strong&gt;: si tratta quindi di testare sul campo se le ipotesi erano corrette, raccogliere i feedback dagli utenti, migliorare il prodotto e ripetere il ciclo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img data-fileentryid="49621" src="https://www.openinnovation.it/documents/portlet_file_entry/20121/lean-startup.png/40f3dc71-e64b-0497-b31a-cb29aeef8c8c?imagePreview=1" /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Concentrarsi sullo sviluppo di MVP invece che su una soluzione completa, &lt;strong&gt;riduce il rischio di fornire un prodotto non richiesto e consente di “aggiustare il tiro” in base alle reazioni del mercato&lt;/strong&gt;, mantenendo bassi i costi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Peculiarità principali di un MVP&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;ciclo di vita medio&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;costo medio (più costoso di un prototipo, meno costoso di un prodotto completo)&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;è un vero prodotto sul mercato&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;consente di convalidare le ipotesi sul campo senza creare l’intero prodotto&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;h3&gt;&lt;img data-fileentryid="49626" src="https://www.openinnovation.it/documents/portlet_file_entry/20121/graph-mvp.jpg/ad9e3921-86c2-ce9e-e4fd-6b5d053a196e?imagePreview=1" /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h2&gt;Conclusione&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Senza un metodo appropriato di convalida delle ipotesi, si corre un rischio molto elevato di investire tempo e risorse in una soluzione che non si adatta bene al mercato.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La tripletta PoC, Prototipo e MVP permettono di validare i presupposti il prima possibile, riducendo così al minimo i costi e i tempi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lo sviluppo di MVP è uno dei metodi più riconosciuti per il rilascio di applicazioni web e mobile: consente un &lt;strong&gt;time-to-market a basso costo e con rischi contenuti&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se non trovi sul mercato una soluzione informatica che soddisfi pienamente le necessità della tua azienda, possiamo svilupparla per te.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Scrivici a info@openinnovation.it. Metteremo la nostra esperienza pluriennale al tuo servizio.&lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Openinnovation srl</dc:creator>
    <dc:date>2022-03-09T15:47:00Z</dc:date>
  </entry>
  <entry>
    <title>Business Analyst: un ruolo chiave per progetti di successo</title>
    <link rel="alternate" href="https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77&amp;entryId=47909" />
    <author>
      <name>Openinnovation srl</name>
    </author>
    <id>https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77&amp;entryId=47909</id>
    <updated>2021-11-23T13:19:02Z</updated>
    <published>2021-11-23T09:04:00Z</published>
    <summary type="html">&lt;p&gt;Che problema cerchiamo di risolvere? Questa è la prima domanda da porsi quando si richiede una nuova funzionalità di un sistema IT. Tuttavia il più delle volte gli stakeholder sono pronti e discutere le soluzioni prima di analizzare il problema. Il risultato è spesso una soluzione a metà che non affronta il problema principale e anzi probabilmente ne crea di nuovi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un esempio: qualche tempo fa un cliente ha richiesto di poter generare un report specifico sull’applicativo in uso. Il nostro consulente, con una serie di domande, ha diretto la discussione per cercare di capire la necessità alla base della richiesta: per chi è il report?, A cosa serve? Quanto spesso serve? Quali informazioni servono?... Alla fine dell’incontro si è capito che il report sarebbe servito una tantum ad un solo team e che esisteva uno strumento già in uso in azienda che poteva essere utilizzato per generare un report di questo tipo. Il cliente ha quindi deciso di annullare la richiesta e di allocare quel budget per altre funzionalità.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dall’esempio si intuisce quanto sia importante la figura del &lt;b&gt;business analyst&lt;/b&gt; per indirizzare un progetto software di successo. Ma che cosa fa esattamente?&lt;/p&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h3&gt;Analizza il problema&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;Si dice che Albert Einstein abbia detto: “Se avessi un’ora per risolvere un problema, passerei 55 minuti a pensare al problema e 5 minuti a pensare alle soluzioni.”&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il business analysts prima di tutto fa questo: &lt;b&gt;analizza i problemi&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sa che c’è la tendenza naturale a mettere sul tavolo le soluzioni prima ancora di aver compreso il problema. Il suo compito è quello di guidare il cliente a capire il problema, ad articolare chiaramente i requisiti e, sulla base di questo, a proporre soluzioni.&lt;/p&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h3&gt;Valuta gli impatti&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;Il business analyst esamina come è organizzata l’azienda, che processi ci sono e come sono strutturati.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Questa visione d’insieme serve per capire i potenziali &lt;b&gt;impatti di una nuova funzionalità&lt;/b&gt; all’interno dell’organizzazione ed aiutare l’azienda a valutare i possibili scenari in modo che non ci siano sorprese nel momento dell’implementazione.&lt;/p&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h3&gt;Valida la soluzione&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;I requisiti sono stati raccolti, analizzati e documentati; il team di sviluppo ha esaminato i requisiti ed è pronto a presentare una soluzione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il business analyst aiuta l’azienda a controllare che la &lt;b&gt;soluzione proposta sia adeguata&lt;/b&gt;: soddisfa i requisiti? E’ appropriata per dimensionamento e ambito? I costi di manutenzione sono ragionevoli nel lungo periodo?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il business analyst inoltre può facilitare l’implementazione di un prodotto utilizzabile in tempi brevi rimanendo all’interno del budget (&lt;b&gt;MVP&lt;/b&gt;). Come? Identifica con il cliente le &lt;b&gt;priorità&lt;/b&gt; e su queste costruisce una roadmap.&lt;/p&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h3&gt;Conclusione&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;Il lavoro del business analyst non si ferma alla raccolta delle necessità del cliente, è ben più ampio: è responsabile di &lt;b&gt;colmare il divario tra l’IT e il business&lt;/b&gt;; raccoglie, analizza, organizza e documenta i requisiti; usa rappresentazioni visuali per supportare l’analisi e la discussione di concetti complessi, identifica e mitiga i rischi e gli impatti, analizza le decisioni.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Oltre a questo, il business analyst garantisce che il &lt;strong&gt;risultato finale sia in linea con le esigenze e gli obiettivi aziendali&lt;/strong&gt;, sia a breve che a lungo termine.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;In ogni team c’è sempre spazio a miglioramenti. Saremo lieti di rivedere insieme a te i tuoi attuali approcci in una sessione strategica con un nostro consulente di technical leadership; scrivici a info@openinnovation.it&lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Openinnovation srl</dc:creator>
    <dc:date>2021-11-23T09:04:00Z</dc:date>
  </entry>
  <entry>
    <title>Aumentare il valore nel ciclo di vita del software</title>
    <link rel="alternate" href="https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77&amp;entryId=47123" />
    <author>
      <name>Openinnovation srl</name>
    </author>
    <id>https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77&amp;entryId=47123</id>
    <updated>2021-09-28T15:39:23Z</updated>
    <published>2021-09-28T15:23:00Z</published>
    <summary type="html">&lt;p&gt;Molti progetti software adottano un ciclo di vita iterativo al fine di consegnare in modo incrementale nuove funzionalità agli utenti. Una funzionalità viene quindi identificata, analizzata, progettata, pianificata, implementata, testata ed infine consegnata all’utente finale, e questo ciclo si ripete per ogni funzionalità nel corso del progetto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Questo tipo di approccio è molto utile soprattutto quando si sviluppano applicazioni in rapida evoluzione e per le quali il time to market è fondamentale. Le iterazioni brevi aiutano a ricevere il più presto possibile feedback da parte degli utenti identificando così i punti che forniscono loro maggior valore. Usare i feedback per assegnare le priorità nelle iterazioni successive aiuta ad aumentare la soddisfazione degli utenti, oltre a ridurre gli sprechi evitando di sviluppare funzionalità che non servono o che comunque danno poco valore.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se esistono pratiche così consolidate, perché molti team trovano difficoltà?&lt;/p&gt;&lt;h1&gt; &lt;/h1&gt;&lt;h1&gt;Struttura ideale del ciclo di vita del software&lt;/h1&gt;&lt;p&gt;Un buon ciclo di vita del software dovrebbe includere alcune fasi chiave e coinvolgere tutti gli stakeholder. L’ordine di queste fasi è importante e generalmente segue il percorso dall’ideazione di una funzionalità fino all’utilizzo da parte dell’utente finale. Le iterazioni dovrebbero avvenire all’interno di ogni fase, ma anche a cavallo di fasi diverse: nel piano di progetto le fasi si possono sovrapporre, per cui potrebbe essere necessaria anche una parallelizzazione del lavoro.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Le fasi chiave sono:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;ideazione ed analisi&lt;/b&gt;: definire una visione del valore che potrebbe apportare la funzionalità e stabilire quali sono i requisiti necessari per realizzare tale visione. Le domande da porsi sono “Cosa?” e “Perché?”&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;progettazione ed architettura&lt;/b&gt;: descrivere in dettaglio come potrebbe essere la funzionalità in termini di esperienza utente e architettura. La domanda da porsi è “Come?”&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;pianifica&lt;/b&gt;&lt;b&gt;zione&lt;/b&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b&gt;e &lt;/b&gt;&lt;b&gt;priorit&lt;/b&gt;&lt;b&gt;izzazione&lt;/b&gt;: definire le dipendenze e ordinare il lavoro in modo da fornire più funzionalità possibili nel modo più efficace, dati tutti i vincoli. La domanda da porsi è “Quando?”&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;sviluppo e test&lt;/b&gt;: stabilite le fasi precedenti, implementare la funzionalità in modo che sia verificabile e che fornisca quanto definito dalla visione.&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;h2&gt; &lt;/h2&gt;&lt;h1&gt;Identificare i punti critici&lt;/h1&gt;&lt;p&gt;Chi ha partecipato ad un progetto software sa che raramente fila tutto liscio; e anche se non ci fossero intoppi, ci sono sempre punti che si possono migliorare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La prima cosa da fare per migliorare la software delivery è analizzare il ciclo di vita del software che si sta seguendo. In che modo un’idea passa dalla testa del product owner ad essere una feature funzionante nel software di produzione? Se c’è una risposta e corrisponde alla realtà, si è già sulla buona strada. In caso contrario, o se si sta definendo per la prima volta il ciclo di vita del software, esaminare ogni passaggio aiuta ad evidenziare le aree problematiche o carenti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per esempio alcuni punti critici possono essere:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;analisi insufficiente&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;pianificazione errata&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;prioritizzazione inefficace&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;scarso coinvolgimento degli stakeholder&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;architettura non adeguata&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;progettazione mediocre&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h3&gt;Costi nascosti e &lt;em&gt;feature thrashing&lt;/em&gt;&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;Man mano che una funzionalità si muove all’interno del ciclo di vita del software, comporta costi maggiori: bisogna infatti considerare tutto il lavoro intrinseco nella progettazione e lavorazione. Questo costo è per la maggior parte stimabile, reso visibile e pianificato in anticipo tramite stime con story points o meccanismi analoghi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Tuttavia si possono generare costi nascosti in un ciclo di vita del software non ottimale; tipicamente questi costi extra si concretizzano quando si verifica il &lt;i&gt;feature thrashing&lt;/i&gt;&amp;nbsp;cioè il rilavorare più e più volte la stessa funzionalità. Qualche piccola modifica o rilavorazione è inevitabile in ogni progetto, soprattutto in un paradigma incrementale nel quale il feedback dell’utente è parte integrante del processo, ma rilavorazioni non necessarie o eccessive sono la spia che il ciclo di vita del software non è efficace quanto dovrebbe.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Forse la funzionalità era del tutto sbagliata fin dall’inizio e qualsiasi implementazione già completata deve essere buttata via. Forse la funzionalità è complessa e non è stata sufficientemente progettata prima dell’inizio dello sviluppo, portando a bug, prestazioni scadenti o vicoli ciechi nello sviluppo. O forse la funzionalità viene modificata ad ogni iterazione perché non è ben chiaro qual è il suo valore reale e la sua priorità.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se il &lt;i&gt;feature thrashing&lt;/i&gt; si verifica per grandi funzionalità, può intaccare in modo considerevole il budget del progetto; avere un ciclo di vita del software ben definito e consolidato aiuta a ridurre i costi non necessari.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quali sono le cause del &lt;i&gt;feature thrashing&lt;/i&gt;?&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;insufficiente (o eccessiva) analisi, pianificazione, architettura o progettazione&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;prioritizzazione inefficace&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;scarso coinvolgimento degli stakeholder&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;Identificare e risolvere le cause è la chiave per implementare un buon ciclo di vita del software.&lt;/p&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h3&gt;Minimizzare il Feature Thrashing&lt;/h3&gt;&lt;h4&gt;Insufficiente (o eccessiva) analisi, pianificazione, architettura o progettazione&lt;/h4&gt;&lt;p&gt;Dato che i costi aumentano man mano che una funzionalità si sposta nel ciclo di vita del software, dovrebbe esserci uno sforzo attivo da parte di tutti (product owner, team, stakeholder) per “spostare prima” le attività di analisi, progettazione e architettura della funzionalità: queste dovrebbero essere fatte il prima possibile nel piano complessivo del progetto, o meglio nel punto in cui sono più economiche da realizzare e dove il costo di rilavorazione è ridotto al minimo. E’ meno costoso modificare un requisito prima che venga implementato anziché dopo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Una buona pratica è cercare di identificare in anticipo le potenziali aree critiche, ossia quelle aree complesse o controverse che richiederanno un’analisi inziale molto più dettagliata, o che potrebbero richiedere una prototipazzione prima dello sviluppo per poi selezionare la strada migliore: wireframe per la User Experience e Proof-of-Concept per la parte tecnologica.&lt;/p&gt;&lt;h4&gt;Prioritizzazione inefficace&lt;/h4&gt;&lt;p&gt;Identificare un product owner che garantisca che le decisione prese vengano documentate e stabilire procedure per gestire eventuali modifiche assicura che le priorità siano costantemente monitorate. I costi derivanti dalle modifiche devono essere trasparenti e noti a tutte le parti, in modo da evitare brutte sorprese in futuro.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quando si prendono decisioni sulle priorità, è necessario sempre tenere a mente il quadro generale e non esclusivamente la scadenza a breve termine. Per ogni iterazioni bisogna comunque prevedere che una parte del budget venga destinata a lavori non pianificati (per es. bug critici).&lt;/p&gt;&lt;h4&gt;Scarso coinvolgimento degli stakeholder&lt;/h4&gt;&lt;p&gt;Coinvolgere tutte le parti interessate (product owner, team, stakeholder) è fondamentale per la buona riuscita del progetto; per questo è necessario garantire una comunicazione efficace per consentire la discussione di problematiche non appena vengono individuate e responsabilizzare tutti nel processo decisionale. Bisogna prevedere del tempo per sistemare i punti problematici prima che diventino ancora più critici, o perlomeno formulare una stima della loro portata e priorità rispetto ad altri problemi da affrontare.&lt;/p&gt;&lt;h1&gt; &lt;/h1&gt;&lt;h1&gt;Sapere dove si vuole arrivare e come farlo&lt;/h1&gt;&lt;p&gt;L’orizzonte temporale è un criterio importante da tenere in considerazione per un progetto software di successo. Se il team è sovraccarico e l’unico orizzonte visibile è la fine dell’iterazione, possono sorgere dei problemi. La visione e l’ambito diventano troppo ristretti e il team può finire a girare in tondo sviluppando, modificando, riprogettando la stessa funzionalità: insomma, il peggior genere di &lt;i&gt;feature thrashing&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Al contrario se l’attenzione si concentra solo sul quadro generale e l’ambito è troppo ampio, il progetto può allontanarsi dall’obiettivo di consegnare valore in modo costante e iterativo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In questo caso può succedere o che non si definisce adeguatamente la feature prima che venga sviluppata, generando così inevitabili rilavorazioni successive, oppure al contrario si rimane paralizzati nella fase di analisi non arrivando mai all’implementazione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I progetti software di successo sono quelli dove la gestione della timeline sa bilanciare obiettivi a breve termine con quelli a medio e lungo termine.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Una visione ad alto livello del progetto dovrebbe essere visibile agli stakeholder, senza entrare troppo nel dettaglio ma condividendo in modo chiaro le milestone di progetto e le aree impattate dalle funzionalità: lo scopo è quello di definire una pianificazione generale delle tempistiche e del budget.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quando si guarda ad un orizzonte temporale a breve termine, dovrebbero essere visibili e condivisi anche i dettagli relativi all’analisi della funzionalità, la progettazione, l’archittettura. Questo diventa particolarmente importante per le funzionalità in lavorazione nell’iterazione corrente e nelle prossime due. In questo modo team e stakeholder possono lavorare e perfezionare man mano le informazioni.&lt;/p&gt;&lt;h1&gt; &lt;/h1&gt;&lt;h1&gt;Ciclo di vita del software e scelte tecnologiche&lt;/h1&gt;&lt;p&gt;Il ciclo di vita del software è determinato per la gran parte dalla definizione e messa in atto di un processo; tuttavia la tecnologia è fondamentale per raggiungere una consegna efficiente del software a cadenze regolari: si pensi alla scelta del linguaggio e dei framework di implementazione, ma anche a tutti gli strumenti di continuous integration e ai tool necessari per creare delivery pipelines automatizzate (building, testing, releasing…).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La scelta delle tecnologie più adatte deve sempre essere fatta tenendo presenti la visione e i requisiti. Lo scopo del progetto software è fornire valore all’utente finale e le decisioni tecnologiche che si valutano devono essere le più adatte in relazione alle competenze del team e al risultato che si vuole raggiungere.&lt;/p&gt;&lt;h1&gt; &lt;/h1&gt;&lt;h1&gt;Conclusione&lt;/h1&gt;&lt;p&gt;Se qualcuno di questi problemi ti suona familiare, può essere utile revisionare il tuo ciclo di vita del software; dedicare del tempo per migliorare il processo può portare a vantaggi tangibili e duraturi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In ogni team c’è sempre spazio a miglioramenti. Saremo lieti di rivedere insieme a te i&amp;nbsp;tuoi attuali approcci in una sessione strategica con un nostro consulente di technical leadership; scrivici a info@openinnovation.it&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Openinnovation srl</dc:creator>
    <dc:date>2021-09-28T15:23:00Z</dc:date>
  </entry>
  <entry>
    <title>Program Management vs Project Management</title>
    <link rel="alternate" href="https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77&amp;entryId=46634" />
    <author>
      <name>Openinnovation srl</name>
    </author>
    <id>https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77&amp;entryId=46634</id>
    <updated>2021-08-25T13:35:01Z</updated>
    <published>2021-08-25T10:09:00Z</published>
    <summary type="html">&lt;p&gt;Per prima cosa partiamo con il definire cos’è un progetto e cos’è un programma.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un &lt;b&gt;progetto&lt;/b&gt; è un’iniziativa temporanea intrapresa per creare un prodotto, un servizio o un risultato unico; generalmente è vincolato da costi, risorse, budget, tempi. Un progetto ha obiettivi a &lt;b&gt;breve termine&lt;/b&gt; e deve produrre &lt;b&gt;risultati tangibili&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un progetto:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;è composto da un serie di compiti con un risultato atteso chiaro e una scadenza precisa&lt;/li&gt;&lt;li&gt;ha un ambito predefinito limitato e un output specifico&lt;/li&gt;&lt;li&gt;qualità, efficienza, gestione dei costi, soddisfazione del cliente sono determinati in modo specifico all’inizio del progetto attraverso la pianificazione&lt;/li&gt;&lt;li&gt;si concentra sull’&lt;b&gt;output&lt;/b&gt; (risultato prodotto)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;Il &lt;b&gt;Project Management&lt;/b&gt; è il processo di gestione del progetto per garantire il rispetto dei suoi obiettivi, qualità, tempistiche e budget.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un &lt;b&gt;programma&lt;/b&gt; è un insieme di progetti correlati tra loro al fine di raggiungere uno o più obiettivi strategici a &lt;b&gt;lungo termine&lt;/b&gt;. Rispetto a un progetto, un programma non apporta un singolo risultato tangibile ma &lt;b&gt;benefici strategici&lt;/b&gt; e di crescita organizzativa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un programma:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;ha scadenze variabili a causa dell’ampia portata e dell’impatto del lavoro che deve essere svolto in modo continuativo per un lungo periodo di tempo&lt;/li&gt;&lt;li&gt;ha dipendenze interconnesse che possono cambiare a seconda dell’evolversi delle esigenze aziendali nel tempo&lt;/li&gt;&lt;li&gt;ha come scopo quello di consolidare all’interno dell’organizzazione i benefici previsti e raggiunti&lt;/li&gt;&lt;li&gt;offre vantaggi a lungo termine o sblocca nuove capacità per l’organizzazione&lt;/li&gt;&lt;li&gt;si concentra sull’&lt;b&gt;outcome&lt;/b&gt; (risultato finale, conseguenza)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;Il &lt;b&gt;Program management&lt;/b&gt; è il processo di coordinamento di un insieme di progetti al fine di raggiungere e mantenere i risultati di business per cui l’iniziativa è stata avviata e gli investimenti sono stati allocati.&lt;/p&gt;&lt;h3&gt;Cosa fa un Program Manager?&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;Il Program Manager deve coordinare la consegna dei risultati dei progetti, impegnarsi affinché si raggiungano le decisione stratigiche stabilite dal programma, gestire gli stakeholder, mitigare i rischi legati al programma.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Deve anche essere in grado di pianificare tutte le azioni che possano risolvere qualsiasi problema che impatta sull’iniziativa strategica che si vuole raggiungere.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il Program Manager ricopre un ruolo fondamentale all’interno dell’azienda e contribuisce anche al cambiamento organizzativo: può allineare pratiche e processi di gestione dei programmi con i valori dell’Agile quali collaborazione, autonomia, responsabilizzazione dei team, fornire valore ai clienti, adattarsi al cambiamento. Può inoltre implementare pratiche DevOps per coordinare il lavoro dei team al fine di raggiungere i risultati prefissati dal programma.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel suo lavoro quotidiano, il Program Manager deve:&lt;/p&gt;&lt;h4&gt;Valutare lo stato del portfolio progetti&lt;/h4&gt;&lt;p&gt;Il Program Manager esamina e valuta il portfolio coinvolgendo se necessario i team per identificare eventuali azioni di mitigazione dei rischi o nuove opportunità di miglioramento, supportando i project manager ed aiutandoli a sbloccare eventuali impedimenti.&lt;/p&gt;&lt;h4&gt;Gestire i rischi&lt;/h4&gt;&lt;p&gt;La gestione del rischio è un elemento chiave nel Portfolio Management. I rischi includono slittamenti delle tempistiche, la modifica di requisiti, la scoperta di ulteriori stakeholder.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il Program Manager deve essere a conoscenza di tutto ciò che potrebbe impattare sull’avanzamento e sull’esito del programma e dei progetti correlati, in modo tale da intraprendere azioni correttive per ridurre i rischi.&lt;/p&gt;&lt;h4&gt;Eseguire il programma&lt;/h4&gt;&lt;p&gt;Il Program Manager è responsabile dell’esecuzione del programma, che include:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;gestire i budget e le risorse in collaborazione con i project manager&lt;/li&gt;&lt;li&gt;definire i parametri operativi e di controllo&lt;/li&gt;&lt;li&gt;mantenere gli elementi fondamentali del programma&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;h4&gt;Interagire con gli stakeholder&lt;/h4&gt;&lt;p&gt;Il Program Manager interagisce con gli stakeholder per avere informazioni chiave del contesto nel quale si inseriscono gli obiettivi del programma.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Collaborando con gli stakeholder, il Program Manager può inoltre aiutare i project manager e i team nella realizzazione dei progetti.&lt;/p&gt;&lt;h4&gt;Perfezionare il modello operativo&lt;/h4&gt;&lt;p&gt;Il modello operativo definisce il modo in cui i team progrediscono verso il raggiugimento degli obiettivi. Questo può includere: la creazione di canali di comunicazione e metodi di reporting, l’identificazione degli obiettivi, la definizione delle priorità all’interno del programma. Nel corso del programma, il Program Manager ottimizza il modello operativo per aumentare la probabilità di successo e ridurre l’impatto dei rischi.&lt;/p&gt;&lt;h4&gt;Supportare le decisioni&lt;/h4&gt;&lt;p&gt;Il processo decisionale assume molte forme: dall’organizzazione di incontri con i decision-makers, alla raccolta di informazioni su quali decisioni sono necessarie, fino all’analisi comparativa di più opzioni. Il Program Manager esamina i risultati per identificare opportunità di miglioramento di sistemi, processi, risultati.&lt;/p&gt;&lt;h3&gt;Cosa fa un Project Manager?&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;Il valore prodotto dalla realizzazione dei progetti contribuisce all’avanzamento incrementale del programma. Affinché tale condizione si realizzi, è fondamentale la figura del Project Manager che ha il compito di pianificare e determinare come raggiungere gli obiettivi stabiliti all’inizio del progetto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Una volta che un progetto è in corso, il Project Manager tiene traccia dei progressi, assegna le risorse, comunica l’avanzamento e i risultati.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel suo lavoro quotidiano, il Project Manager deve:&lt;/p&gt;&lt;h4&gt;Valutare lo stato del progetto&lt;/h4&gt;&lt;p&gt;Il Project Manager deve controllare lo stato di avanzamento del progetto per determinare se verrà consegnato secondo i tempi e il budget stabilito.&lt;/p&gt;&lt;h4&gt;Monitorare le attività&lt;/h4&gt;&lt;p&gt;Il Project Manager deve revisionare le attività di progetto al fine di identificare del nuovo lavoro, monitorare i progressi e sbloccare eventuali impedimenti per il team.&lt;/p&gt;&lt;h4&gt;Creare un piano&lt;/h4&gt;&lt;p&gt;Il Project Manager deve predisporre un piano di progetto nel quale specificare le milestone, come raggiungerle, come misurare i risultati, come comunicarli agli stakeholder.&lt;/p&gt;&lt;h4&gt;Verificare la qualità&lt;/h4&gt;&lt;p&gt;Il Project Manager deve garantire che il lavoro svolto soddisfi i requisiti di qualità e affidabilità stabililti all’inizio del progetto.&lt;/p&gt;&lt;h3&gt;Conclusione&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;Project Manager e Program Manager lavorano su attività correlate; quello che differenzia i due ruoli è l’ambito e la determinatezza del perimetro nel quale si muovono:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;i progetti hanno un ambito definito e controllato dall’inizio, mentre i programmi ricoprono un ambito più ampio che può cambiare nel corso del programma&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;i progetti sono ben determinati fin dall’inizio, poiché si stabilisce in modo chiaro come raggiungere il risultato; i programmi invece si sviluppano su un periodo di tempo più ampio e si adeguano alle nuove necessità che possono emergere e per questo non è possibile stabilire a priori cosa deve essere fatto e come concettualizzare il “successo” per il programma complessivo.&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;&lt;img data-fileentryid="46686" src="https://www.openinnovation.it/documents/portlet_file_entry/20121/Capture+2021-08-25+at+15.30.41.png/f364a037-3a8e-93d1-705a-ea0f972eb49e?imagePreview=1" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il Project Management Institute osserva che “le organizzazioni con un Program Management maturo hanno molto più successo di quelle che ne sono prive”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Questo perché il Program Management consente alle organizzazioni di raggiungere un migliore allineamento con gli obiettivi strategici aziendali, di gestire le interdipendenze tra i progetti, di amministrare meglio le risorse.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Siamo specializzati nello sviluppo di applicazioni dedicate alla pianificazione visuale collaborativa. Possiamo aiutarti a costruire board visuali, roadmap multiprogetto, controllare l’avanzamento di progetti e programmi, e molto altro: guarda &lt;a href="http://openinnovation.it/planning4"&gt;Planning4&lt;/a&gt;, l’applicazione per il Project Management sviluppata per il settore manifatturiero.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Scrivici a &lt;a href="mailto:info@openinnovation.it"&gt;info@openinnovation.it&lt;/a&gt;. Metteremo la nostra esperienza pluriennale al tuo servizio.&lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Openinnovation srl</dc:creator>
    <dc:date>2021-08-25T10:09:00Z</dc:date>
  </entry>
  <entry>
    <title>Come trasformare la propria azienda in una Smart Factory</title>
    <link rel="alternate" href="https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77&amp;entryId=46001" />
    <author>
      <name>Openinnovation srl</name>
    </author>
    <id>https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77&amp;entryId=46001</id>
    <updated>2021-07-12T10:03:28Z</updated>
    <published>2021-07-12T09:35:00Z</published>
    <summary type="html">&lt;p&gt;Come trasformare la propria azienda in una Smart Factory? Che cosa considerare quando si decide di affrontare la transizione digitale? Di seguito alcuni suggerimenti utili:&lt;/p&gt;&lt;h2&gt; &lt;/h2&gt;&lt;h2&gt;Riduzione dei documenti cartacei&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Al fine di ottenere un livello più alto di reattività e trasparenza operativa, i documenti cartacei dovrebbero essere eliminati e sostituiti con &lt;strong&gt;supporti digitali&lt;/strong&gt;. Per esempio si possono utilizzare applicazioni che funzionano su tablet o dispositivi indossabili in modo tale da creare &lt;strong&gt;flussi di lavoro completamente digitali&lt;/strong&gt; per l’acquisizione dei dati e il coordinamento delle attività.&lt;/p&gt;&lt;div class="portlet-msg-info"&gt;La nostra soluzione di &lt;a href="https://www.openinnovation.it/interactive-digital-signage"&gt;Interactive Digital Signage&lt;/a&gt; è stata studiata per rispondere a questa esigenza.&lt;/div&gt;&lt;h2&gt; &lt;/h2&gt;&lt;h2&gt;Integrazione dei sistemi informativi aziendali&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Non integrare tra loro le applicazioni IT aziendali significa produrre sprechi sia informativi che di processo, poiché richiede di inserire più volte le stesse informazioni su sistemi diversi. E’ quindi necessario integrare tra loro le diverse applicazioni aziendali, così da ottenere anche una vista aggregata di tutti i &lt;strong&gt;dati raccolti dai diversi sistemi&lt;/strong&gt; (pianificazione, MES, dati macchina…).&lt;/p&gt;&lt;div class="portlet-msg-info"&gt;Per approfondire i vantaggi che si possono ottenere con la System Integration, leggi il nostro articolo &lt;a href="https://www.openinnovation.it/web/guest/blog/-/blogs/far-crescere-il-business-con-la-system-integration"&gt;Far crescere il business con la System Integration&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;h2&gt; &lt;/h2&gt;&lt;h2&gt;Pianificazione in tempo reale&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;La pianificazione dettagliata dei processi è un fattore importante per l’&lt;strong&gt;efficienza operativa&lt;/strong&gt;. All’interno di una Smart Factory deve essere possibile pianificare in modo preciso in tempo reale così da reagire velocemente ai cambiamenti e ridurre le interruzioni. Per fare ciò è necessario raccogliere i dati in linea in real-time.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Gli strumenti digitali con meccanismi di feedback istantaneo come smartwatch, o altri dispositivi indossabili, diventano un fattore chiave per implementare una fabbrica Agile.&lt;/p&gt;&lt;div class="portlet-msg-info"&gt;Guarda come possiamo aiutarti ad &lt;a href="https://www.openinnovation.it/web/guest/soluzioni"&gt;integrare dispositivi fisici con il software&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;h2&gt; &lt;/h2&gt;&lt;h2&gt;Autonomia delle aree produttive&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Nella maggior parte degli stabilimenti, gli ordini di produzione sono pianificati in modo centralizzato per l’intero stabilimento, traducendosi in processi piuttosto statici e monolitici.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si consiglia di implementare una maggiore autonomia di pianificazione delle aree di produzione: rispetto agli uffici di pianificazione centralizzati “al piano superiore”, un’impostazione decentralizzata al “piano officina” consente &lt;strong&gt;decisioni rapide e puntuali&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Occorre approntare un piano di formazione per istruire le persone ad una &lt;strong&gt;pianificazione dettagliata in tempo reale&lt;/strong&gt; e all’uso degli strumenti di pianificazione.&lt;/p&gt;&lt;div class="portlet-msg-info"&gt;La nostra soluzione &lt;a href="https://www.openinnovation.it/Andon"&gt;Andon&lt;/a&gt; è stata studiata per rispondere a questa esigenza.&lt;/div&gt;&lt;h2&gt; &lt;/h2&gt;&lt;h2&gt;Centralizzazione dei dati&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Tutti i dati di fabbrica, dalla pianificazione ai dati produttivi, devono essere &lt;strong&gt;raccolti ed integrati tra loro&lt;/strong&gt; in modo da poter essere facilmente disponibili ed aggregabili.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In questo modo è possibile usare i dati per generare &lt;strong&gt;dashboard di monitoraggio e KPI&lt;/strong&gt;, in modo da poter prendere decisioni rapide e consapevoli.&lt;/p&gt;&lt;div class="portlet-msg-info"&gt;Visita la sezione &lt;a href="https://www.openinnovation.it/Dashboard"&gt;Dashboard real-time e analitiche&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se pensi che nella tua azienda è arrivato il momento di affrontare la Transizione Digitale, scrivici a&amp;nbsp;&lt;a href="mailto:info@openinnovation.it"&gt;info@openinnovation.it&lt;/a&gt;. Metteremo&amp;nbsp;la nostra esperienza pluriennale al tuo servizio.&lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Openinnovation srl</dc:creator>
    <dc:date>2021-07-12T09:35:00Z</dc:date>
  </entry>
  <entry>
    <title>4 buoni motivi per sostituire i fogli di calcolo con un’applicazione</title>
    <link rel="alternate" href="https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77&amp;entryId=45270" />
    <author>
      <name>Openinnovation srl</name>
    </author>
    <id>https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77&amp;entryId=45270</id>
    <updated>2021-06-08T10:08:24Z</updated>
    <published>2021-06-08T08:17:00Z</published>
    <summary type="html">&lt;p&gt;Nel 2013 Forbes ha pubblicato un articolo dal titolo “&lt;a target="_blank" href="https://www.forbes.com/sites/timworstall/2013/02/13/microsofts-excel-might-be-the-most-dangerous-software-on-the-planet/?sh=41a0b78f633d"&gt;Microsoft's Excel Might Be The Most Dangerous Software On The Planet&lt;/a&gt;”&amp;nbsp;sostenendo che:&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;i&gt;There's a danger at one level: it's all become so complex and it's handled in such a slapdash manner that no one is really on top of it anymore. […] So that's one sense in which Excel could be dangerous: that we've tens of thousands, hundreds of thousands, of financiers and bankers throwing trillions of dollars around the markets on the basis of their incomplete spreadsheets and their ignorance of how they're doing it wrong.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Pur senza arrivare alla stessa conclusione categorica dell’articolo, questo però espone una questione fondamentale: le caratteristiche che fanno dei fogli di calcolo una strumento potente, quali facilità d’uso e flessibilità, possono rivelarsi anche i suoi punti deboli.&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;Limiti dei fogli di calcolo e perché passare ad un’applicazione&lt;/h2&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h3&gt;1. Siloization&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;Che cos’è la &lt;i&gt;siloization&lt;/i&gt;? E’ l’atto o il processo di inserire dati identici in una moltitudine di contenitori elettronici diversi (silos), con conseguente inefficienza, alterazione dei dati, inconsistenza dei dati.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I fogli di calcolo possono essere collegati a data repository centralizzati, ma molto spesso questo non succede.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Uno degli scenari più comuni è ritrovarsi con più copie dei dati che vengono manipolati in modo indipendente da persone diverse e questo porta alla generazione di dati inconsistenti, oltre a rendere difficile il lavoro collaborativo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Solitamente il numero dei fogli di calcolo usati in azienda cresce a dismisura: senza un’architettura formale e/o delle linee guida comuni, la progettazione e l’implementazione dei fogli di calcolo diventano molto “personali”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quali sono i rischi?&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Spreco di tempo e risorse nell’inserimento e gestione dei dati&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Mancanza di una fonte dati affidabile&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Decisioni sbagliate prese sulla base di dati imprecisi&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;Che vantaggi si possono ottenere con un’applicazione?&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Una sola fonte dati affidabile&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Gestione delle autorizzazioni per la gestione dei dati&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Lavoro collaborativo&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h3&gt;2. Difficile manutenzione dei dati&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;Quando un foglio di calcolo viene modificato da più persone, nel corso del tempo si stratificano una serie di commenti, formule, colonne inserite in modo indipendente da persone diverse fino a che diventa difficile l’uso del foglio stesso per la mancanza di un approccio comune.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il risultato? Dati ridondanti e difficili da mantenere.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un altro punto critico è che i fogli di calcolo non implementano permessi di visualizzazione sulle singole colonne e quindi chi ha accesso al foglio può vedere tutte le informazioni in esso contenute.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Senza un approccio comune la continua manipolazione dei dati, l’inserimento manuale dei dati, i vari copia-incolla da parte di diverse persone porta inevitabilmente ad errori.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E qui c’è un altro problema: il foglio di calcolo non ti avverte che i dati sono sbagliati, mostra semplicemente il dato sbagliato. E se non ci si accorge in tempo dell’errore, questo può venire replicato a sua volta in altri fogli.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I fogli di calcolo non implementano logiche di sistema o logiche di processo; si possono proteggere le celle, implementare macro, ma non sono paragonabili a quello che si può ottenere con applicazioni aziendali specificamente progettate.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quali sono i rischi?&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Dati difficili da riconciliare e mantenere su fogli manipolati da più persone&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Errori che non vengono individuati e possono essere replicati senza rendersene conto&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Logiche di processo, anche semplici, non possono essere implementate&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;Che vantaggi si possono ottenere con un’applicazione?&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Prevenzione dall’errore: implementazione di logiche che permettono il riconoscimento degli errori e lo comunicano visivamente all’utente&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Possibilità di implementare in modo semplice logiche di processo.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h3&gt;3. Scarsa sicurezza dei dati&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;Come già detto in precedenza, i fogli di calcolo non permettono di gestire differenti livelli di accesso ai dati.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si può proteggere un file con una password, bloccare la modifica di alcune colonne, ma queste pratiche non rappresentano certo un livello sufficiente di sicurezza della informazioni.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A questo va aggiunto che i dati nei fogli di calcolo non vengono mai conservati in unico posto, anzi semmai è l’esatto contrario. Ed essendo di solito gestiti da personale non IT, che comprensibilmente non ha familiarità con le best practice di archiviazione e backup, in caso di disastro il ripristino completo dei dati può essere molto difficile se non impossibile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quali sono i rischi?&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Le persone vedono informazioni alle quali non dovrebbero avere accesso&lt;/li&gt;&lt;li&gt;I dati critici sono facilmente manipolabili&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Non è possibile applicare un piano di Disaster Recovery, con conseguente perdita dei dati&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;Che vantaggi si possono ottenere con un’applicazione?&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Facilità di gestione nell’accesso ai dati (chi può vedere e/o modificare cosa)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Versionamento dei dati per sapere sempre chi ha modificato cosa e quando&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Implementazione di standard di sicurezza&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Backup e ripristino dei dati in caso di Disaster Recovery&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h3&gt;4. Scarsa scalabilità&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;L’utilizzo di un foglio di calcolo per gestire un processo con meno di cinque utenti probabilmente è gestibile, ma solo per processi semplici e quando il volume di dati è contenuto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Al di sopra di questo livello, sia per complessità che per numero di utenti, i fogli di calcolo mostrano tutti i loro limiti: sono lenti, si arrestano spesso e in modo anomalo, non riescono a gestire tutte le righe.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quali sono i rischi?&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Rallentamento dei processi&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Poca flessibilità&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Incapacità di supportare decisione strategiche in tempi rapidi&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;Che vantaggi si possono ottenere con un’applicazione?&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Poter estendere facilmente il sistema informatico in modo da supportare la crescita aziendale&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Gestione di grandi quantità di dati&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h3&gt;Conclusione&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;I fogli di calcolo rimangono un ottimo strumento e verranno sempre usati all’interno dell’azienda.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma quando vengono utilizzati per raccogliere molti dati e/o implementare logiche di processo sempre più complesse, diventa evidente come non rappresentino la soluzione migliore.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se la tua azienda sta crescendo, ti sarai accorto che hai bisogno di un sistema più strutturato che assicuri flessibilità, sicurezza, manutenibilità.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Noi possiamo trasformare il tuo foglio di calcolo in un’applicazione: potrai ottenere tutti i vantaggi di un sistema strutturato mantenendo la stessa facilità d’uso di un foglio di calcolo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Scrivici a &lt;a href="mailto:info@openinnovation.it"&gt;info@openinnovation.it&lt;/a&gt;. Metteremo la nostra esperienza pluriennale al tuo servizio.&lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Openinnovation srl</dc:creator>
    <dc:date>2021-06-08T08:17:00Z</dc:date>
  </entry>
  <entry>
    <title>Far crescere il business con la System Integration</title>
    <link rel="alternate" href="https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77&amp;entryId=44646" />
    <author>
      <name>Openinnovation srl</name>
    </author>
    <id>https://www.openinnovation.it/c/blogs/find_entry?p_l_id=77&amp;entryId=44646</id>
    <updated>2021-05-10T09:42:04Z</updated>
    <published>2021-05-10T08:00:00Z</published>
    <summary type="html">&lt;p&gt;Per System Integration, o integrazione di sistemi, si intendono i&amp;nbsp;processi e le attività atte a far comunicare tra loro diverse applicazioni e servizi informatici in modo da ottenere un sistema informativo coerente nel quale ogni software, pur mantenendo una sua specifica funzione, lavora con gli altri in un’architettura coesa.&lt;/p&gt;&lt;h3&gt;Perché serve una System Integration?&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;Bisogna immaginare l’ecosistema informativo aziendale come una città. Così come in una città vengono costruite nuove strade e palazzi, allo stesso modo l’infrastruttura IT di un’azienda muta nel tempo per adattarsi alle esigenze di business.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nelle aziende in forte crescita la pianificazione di un’architettura IT integrata spesso passa in secondo piano rispetto agli obiettivi di accelerazione del business nel breve termine. Questo implica che applicazioni diverse vengono installate in momenti diversi per coprire velocemente le esigenze delle varie aree aziendali. Con il passare del tempo la conseguenza è l’emergere di inefficienze nei processi aziendali e perdita di informazione. Come nascono questi problemi, e come possono essere evitati?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un’azienda in rapida crescita può trovarsi altrettanto rapidamente impantanata in un panorama applicativo complesso.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Facciamo un’esempio: inizialmente l’azienda installa un software di contabilità; comincia ad acquisire più clienti e quindi installa un sistema CRM separato; con l’aumentare della clientela, ha bisogno di un software per la gestione delle richieste di assistenza. La gestione del magazzino, degli ordini ecc... viene fatta attraverso altri software e diversi fogli di calcolo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un approccio di questo tipo sicuramente riesce a gestire le esigenze tattiche nel breve periodo, ma impedisce all’azienda di ridimensionarsi in modo efficiente nel lungo termine.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Una rete intricata di sistemi software a compartimenti stagni inibisce la flessibilità, la produttività e, in ultima analisi, rallenta la capacità di crescita dell’impresa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ecco un riepilogo dei principali problemi che possono ostacolare la crescita dell’azienda se i&amp;nbsp;sistemi informativi non interagiscono tra loro:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;inefficienza dei processi&lt;/b&gt;: avere applicazioni separate che non si parlano significa che le persone sono costrette a inserire più volte le stesse informazioni su sistemi diversi. Ciò si traduce in:&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;perdita di produttività perché vengono svolte manualmente operazioni che possono essere automatizzate;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;perdita di informazioni perché inserire manualmente gli stessi dati su sistemi diversi porta facilmente ad errori;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;mancanza di visibilità in tempo reale&lt;/b&gt;: quando i&amp;nbsp;sistemi software non sono integrati non è possibile ottenere facilmente una visione d’insieme e tempestiva dei dati&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;perdita di business&lt;/b&gt;: con una forte concorrenza, è essenziale per un’azienda fornire ai propri clienti risposte rapide e precise o si rischia che si rivolgano altrove. Un sistema informativo integrato garantisce l’accesso veloce alle giuste informazioni.&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;h3&gt;Vantaggi della System Integration&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;Un progetto di System Integration diventa un prerequisito fondamentale per raggiungere la flessibilità che permette di esplorare nuovi modelli di business massimizzando il valore degli investimenti tecnologici, con l’obiettivo di ridurre sempre più il time-to market e soddisfare con più rapidità la propria clientela.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In altre parole: per far evolvere digitalmente ma non solo l’azienda, non serve sostituire il parco di applicazioni informatiche; si otterranno migliori risultati facendo parlare tra di loro i software che sono già presenti. I vantaggi sono molteplici:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;efficienza dei processi&lt;/b&gt;: far parlare tra di loro le applicazione permette di automatizzare azioni che prima venivano svolte manualmente, con due benefici:&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;avere informazioni più precise con meno errori;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;liberare le persone da operazioni routinarie non a valore e permettere loro di concentrarsi sulle attività a valore&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;migliore visibilità delle informazioni&lt;/b&gt;: la System Integration permette di far convogliare le informazioni che provengono dalle diverse applicazioni in un unico punto dal quale è possibile estrarre i&amp;nbsp;dati che servono per prendere decisioni tempestive e consapevoli&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;supporto alla crescita e all’innovazione&lt;/b&gt;: un’architettura IT orientata alla System Integration riesce a supportare in modo veloce e flessibile le modifiche ai processi di business che si fanno necessari man mano che l’azienda evolve.&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;h3&gt; &lt;/h3&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se pensi che nella tua azienda è arrivato il momento di affrontare un progetto di System Integration, scrivici a &lt;a href="mailto:info@openinnovation.it"&gt;info@openinnovation.it&lt;/a&gt;. Metteremo&amp;nbsp;la nostra esperienza pluriennale al tuo servizio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Openinnovation srl</dc:creator>
    <dc:date>2021-05-10T08:00:00Z</dc:date>
  </entry>
</feed>
